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Respinta la richiesta di risarcimento avanzata dalla vittima del capitombolo nei confronti di «Poste Italiane». Insufficiente, secondo i giudici, il mero riferimento al fatto che la caduta si è verificata sulla pedana d’accesso all’ufficio postale.

All’origine della vicenda giudiziaria c’è la caduta subita da una donna sulla pedana esterna di accesso a un ufficio postale nella zona di Parma. A seguito delle lesioni riportate, e attribuendo il capitombolo alla scivolosità della pedana, la donna cita in giudizio «Poste Italiane» per ottenere un adeguato risarcimento.

Per i giudici di merito, però, l’istanza avanzata dalla donna è priva di fondamento, anche, anzi soprattutto, perché ella non ha fornito prove chiare sulla dinamica dell’episodio, e quindi è impossibile addebitare a «Poste» la responsabilità dell’incidente, pur essendo esso avvenuto sulla rampa di accesso a un ufficio postale.