Fonte: redazione | dirittoegiustizia.it
La Suprema Corte è chiamata a decidere nell’ambito dei giudizi di riconoscimento della paternità, se il figlio debba provare o meno l’esistenza di una relazione tra la propria madre ed il presunto padre antecedentemente all’ammissione della CTU avente ad oggetto l’esame del DNA.
Il tribunale accoglieva la domanda di accertamento di paternità proposta da una figlia nei confronti dell’odierno ricorrente che si rifiutava di sottoporsi al test del DNA. La Corte d’Appello, adita dal presunto padre a seguito dell’impugnazione del provvedimento del tribunale, escludeva che l’ammissione di una consulenza tecnica genetica fosse subordinata all’esito della prova dell’esistenza di una relazione tra la madre e il presunto padre.
. Quest’ultimo proponeva allora ricorso in Cassazione sul presupposto che la Corte territoriale avesse erroneamente escluso che l’attrice dovesse offrire un principio di prova in ordine all’esistenza di una relazione tra la propria madre ed il presunto padre prima dell’ammissione della consulenza tecnica genetica (esame del DNA). In mancanza dell’assolvimento di un simile onere probatorio, non sarebbe sufficiente, come sostenuto dal ricorrente, il rifiuto allo svolgimento di tali indagini per riconoscere il padre presunto come padre effettivo…

